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Connessa, social e (molto) glamour: La Traviata del ventunesimo secolo è un’influencer che incanta Parigi

Forse non tutti sanno che La Traviata di Giuseppe Verdi è in realtà la trasposizione teatrale di un romanzo, La Signora delle camelie, scritto da Alexandre Dumas – figlio dell’omonimo padre autore de Il Conte di Montecristo e de I tre moschettieri – nel 1848. E ancora, pochi sanno che entrambe le opere sono ispirate alla vita di una donna realmente esistita, Marie Duplessis, morta di tisi a soli ventitré anni dopo essere stata l’amante di Alexandre Dumas figlio!

La trama, per quanti non la conoscessero, è molto semplice: Violetta Valéry è una donna nota per la sua dubbia moralità, frequenta i salotti parigini, ha diversi amanti e si trova sotto la protezione di un celebre barone. Una sera conosce Alfredo Germont, un bel giovane di buona famiglia. I due ballano fino a tarda notte, fino a quando Violetta si sente poco bene – pochi sanno che in realtà è malata da tempo – e Alfredo le confessa di essere innamorato di lei. La giovane gli regala quindi una camelia e gli chiede di tornare quando sarà appassita. Ha inizio così la loro storia d’amore, romantica e passionale ma non priva di ostacoli, che si conclude con la morte di lei, stroncata dalla malattia.

E se anziché i salotti parigini dell’Ottocento Violetta frequentasse i party più esclusivi dei nostri giorni? Proprio in questi giorni La Traviata di Giuseppe Verdi riprende vita al Palais Garnier di Parigi in una nuova messa in scena a cura di Simon Stone – giovane stella del teatro europeo – che punta a dimostrare il valore senza tempo di quest’opera.

A dare voce alla celebre cortigiana è infatti, per la prima volta, una soprano sudafricana: Pretty Yende. L’artista interpreta una Violetta moderna che vive secondo le proprie regole, una donna che difende la propria libertà anche se il mondo la trova immorale.

Non solo, in questa nuova versione de La Traviata, Violetta è un’influencer, un’esperta del mondo digitale. Vive della propria immagine, delle proprie reti sociali, di internet. Sfrutta il bisogno di milioni di persone di seguire e amare un personaggio attivo sui social media, di uniformarsi a un determinato modello comportamentale.

Il regista Simon Stone si distingue dunque per un approccio molto fedele nei confronti dell’opera ma non per questo meno eccitante. La sceneggiatura potrebbe essere quella di una serie tv: tantissimi cambi di scenario, un ritmo incalzante e una lettura generazionale con tutta la gioia, la superficialità, l’ossessione per l’immagine e l’umorismo del nostro tempo.

Una Traviata atemporale, dunque, emozionante e vibrante per un pubblico (di oggi) che troverà tutto ciò che il pubblico (di ogni epoca) ha sempre amato del capolavoro di Verdi: l’ardore giovanile, la vitalità, le battute licenziose, lo scandalo, il dolore.

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